giovedì 2 febbraio 2012

Chi sceglie i menu ?

Abbiamo ricevuto da Barbara (Commissione Mensa Scuola Primaria Scrosati) questa comunicazione, a cui segue la risposta della Rappresentanza delle Commissioni Mensa di Milano.

Buongiorno,
sono Barbara faccio parte della commissione mensa Scrosati-primaria da tre anni, purtroppo nella nostra scuola il cibo dalla maggior parte dei bambini non viene gradito.

Settimana scorsa ho avuto un colloquio con il resp. della Miri per la nostra scuola, gli ho palesato i nostri problemi ma lui mi ha detto che i menù sono stati fatti dalla asl (mi ha parlato ancora del Dr. Berrino come colui che odia il prosciutto cotto), le ricette vengono consegnate ai cuochi dalla stessa asl...insomma se i cuochi cucinano in modo che i bimbi restano a digiuno il problema è della asl ?
Chi sceglie il menù ? cosa possiamo fare noi genitori per non far stare a digiuno i nostri bimbi ?

Niente da dire, le verdure sono fantastiche molte volte sono i nostri figli che le rifiutano a priori ma le frittate che non sanno di nulla? il caprino che i bimbi non gradiscono affatto, non lo si può sostituire con un formaggio più accettato con le stesse carattestiche nutritive?....

Mi è stato detto che è solo la nostra scuola a mangiare poco....me lo confermate ?

Cosa rispondo ai genitori e alle maestre ?
Scusate ma non so più a chi chiedere...

grazie
Barbara



Cara Barbara,
il gradimento delle pietanze, in base ai dati che abbiamo raccolto col nostro progetto, non è globalmente peggiorato rispetto agli anni passati.
Tuttavia è possibile, per vari motivi, che la qualità percepita in alcune scuole sia più bassa che in altre.
Queste discrepanze tra scuola e scuola possono dipendere dalle capacità produttive del singolo centro cottura o da problemi di tipo logistico, come lo stazionamento più o meno lungo nelle scatole termiche per il trasporto del cibo.

L'analisi del gradimento dei pasti viene fatta in due modi: mediante analisi di campione di bambini (dati forniti da Milanoristorazione spa) e mediante analisi delle schede inviate dalle commissioni mensa (dati forniti da pappa-mi).
I dati che vengono forniti da Milanoristorazione spa vengono raccolti solo in alcune scuole: essi consistono semplicemente in un "voto" dato dai bambini a una pietanza (laboratorio dei sapori).
Pertanto non consentono di discriminare il rifiuto di un piatto per problemi di preparazione ovvero per questioni di gusto.
I dati in nostro possesso sono più complessi e sono stati raccolti grazie al lavoro volontario delle moltissime commissioni mensa iscritte a pappa-mi.
Dai nostri dati risulta che i piatti che vengono rifiutati presentano spesso degli indici di assaggio (da parte dell'adulto) scarsi.
Questo denota un problema a livello della praparazione del piatto oppure a livello di materie prime.
Un altro tipo di pietanze ottiene invece, a fronte di uno scarsissimo apprezzamento da parte dei bambini, un alto indice di apprezzamento da parte degli adulti.
Casi tipici di questo genere riguardano i contorni.

Siamo consapevoli del ruolo educativo che la famiglia deve svolgere nell'ambito dell'educazione alla salute e agli stili di vita corretti, ma anche del fatto che la scuola deve avere un ruolo educativo quotidiano sugli stessi argomenti.
Le pagine di educazione alimentare, presenti in ogni libro scolastico di ogni grado della formazione scolastica, non possono e non devono essere l'elemento didattico di una singola sporadica lezione.
D'altra parte il tempo mensa rientra nel computo delle ore di didattica scolastica, e i docenti pranzano coi ragazzi durante le ore di lezione.


Pertanto non comprendiamo appieno le recenti dichiarazioni del presidente di Milanoristorazione Iacono che, oltre a delegittimare questa rappresentanza, eletta democraticamente e riconosciuta dal comune di milano, ha dichiarato a mezzo stampa che i piatti rifiutati verranno verranno semplicemente aboliti. Non è così che si fa educazione alimentare. In questo modo per esempio la verdura dovrebbe essere praticamente cancellata.
Noi contiamo invece sui nostri ottimi insegnanti, per fare in modo che scuola e famiglia INSIEME riescano, un passo per volta, a raggiungere l'obiettivo di una società globalmente più sana.

La scelta del menù invernale è stata un lavoro complesso. I verbali delle riunioni, attualmente disponibili, possono essere visionati qui.
Noi genitori della rappresentanza delle cm abbiamo portato i dati in nostro possesso in tutte le sedi di riunione nelle quali si discuteva della composizione dei menù.
Il nostro ruolo preminente è stato quello di segnalare i problemi e di dare suggerimenti su giornate particolarmente critiche, nelle quali primo e secondo risultavano ad alto rischio di rifiuto da parte dell'utenza.
Molti dei suggerimenti che abbiamo dato in tal senso non sono stati considerati possibili per problemi di tipo logistico.
Le poche pietanze che abbiamo direttamente suggerito (per esempio la polenta) rientrano nel contratto tra Milanoristorazione e Comune di Milano: non ce le siamo inventate noi!
Mai le ragioni del singolo rappresentante ha prevalso sulle ragioni della collettività!

Il menù, che nella tua scuola ha presentato tante criticità, è stato preparato da milanoristorazione e dai suoi consulenti, e successivamente approvato dalla ASL. Il ruolo della ASL non è propositivo, ma di verifica di quanto proposto. Il ruolo della rappresentanza cittadina è stato minimo nella proposta di nuove pietanze.

L'esperienza delle singole scuole verrà ulteriormente raccolta nel corso della prossima riunione annuale delle commissioni mensa cittadine.
Il collegamento tra scuole attualmente è reso possibile solo grazie ad Internet: i membri della rappresentanza hanno chiesto agli Uffici Comunali di essere ufficialmente messi in contatto con le altre commissioni mensa attive, al momento senza ottenere risposta alcuna.

La Rappresentanza delle Commissioni Mensa di Milano
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